- Spessore;
- Durezza della superficie;
- Facilità di pulizia;
- Assorbimento di acqua;
- Resistenza alle macchie;
- Resistenza al gelo;
- Resistenza all'usura da calpestio;
- Resistenza all'abrasione profonda;
- Resistenza alla flessione;
- Resistenza all'attacco chimico.
Analizziamo in breve ognuno di essi.
Lo spessore serve per determinare se una piastrella è adeguata per essere impiegata per il rivestimento a parete o per la posa del pavimento. Ovviamente gli spessori minimi sono indicati per il rivestimento.
La durezza della superficie, ha una scala di valori compresa tra 1 e 10. Si ottiene con il test denominato Mhos. Il valore basso indica una scarsa durezza, mentre il massimo è cioè il n. 10 , indica la durezza come il diamante. La durezza misura la resistenza della piastrella a graffi, incisioni e scalfitture.
La facilità di pulizia, è la facilità nel rimuovere lo sporco generico con comuni detergenti. E' rappresentato in gradi: il grado 1 corrisponde alla rimozione di sporco immediato; il grado 2 corrisponde alla rimozione veloce; il grado 3 richiede un forte detergente.
L'assorbimento di acqua è la porosità della piastrella. L'acqua viene assorbita in relazione alla massa del materiale. La percentuale maggiore di porosità indica il maggior assorbimento dell'acqua.
La resistenza alle macchie ha una scala di valori compresa tra 1 e 5 ed in ordine decrescente, indica che 5 è la possibilità di rimuovere la macchia con acqua calda, 4 con detergente normale, 3 con detergente forte, 2 con solventi, ed infine 1, indica che non è stata rimossa.
La resistenza al gelo indica la dichiarazione di gelività. Il test viene eseguito con n. 100 cicli di gelo e disgelo della piastrella con temperature comprese tra i -5 ed i +5 gradi. Se non presentano distacchi, si può affermare e quindi dichiarare per iscritto, che la piastrella è ingeliva.
La resistenza all'usura da calpestio indica la resistenza all'abrasione (tipica appunto del calpestio). Il test si effettua sulla piastrella con macchine abrasive da 12 mila giri. La classificazione delle prove vanno da 1 a 5 ed a quest'ultimo grado corrisponde lo smalto più resistente.
La resistenza all'abrasione profonda è in estensione alla precedente in quanto quantifica il volume di materiale asportato dalla superficie, dopo 150 giri. Essa si esegue su superfici non smaltate.
La resistenza alla flessione è appunto la capacità della piastrella di resistere alla flessione. Le prove si eseguono con carichi disposti in mezzeria, cioè al centro. Sui cataloghi viene riportato un valore compreso tra 20 e 50. I valori compresi tra 35 e 38 indicano un buon grado di resistenza alla flessione.
La resistenza all'attacco chimico, infine, è la resistenza della superficie della piastrella sottoposta al contatto di acidi. La classifica è AA-A-B-C-D in cui la prima sigla indica che non vi sono effetti visibili, mentre l'ultima sigla e cioè la lettera D, indica che la superficie è stata completamente danneggiata.
arch. Enrico Mecheri