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Mercoledì, 10 Dicembre 2014 16:24

Nuovo articolo 23-ter del Testo Unico dell'Edilizia: il Cambio di Destinazione d'Uso

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Nuovo articolo 23-ter del Testo Unico dell'Edilizia: il Cambio di Destinazione d'Uso

Il mutamento della destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito salva diversa previsione da parte delle leggi regionali e degli strumenti urbanistici comunali. E' quanto recita testualmente il nuovo art. 23 del

Testo Unico dell'Edilizia introdotto dal decreto legge Sblocca Italia (n. 133/2014).

il nuovo articolo ha introdotto 4 categorie di destinazione urbanistica:

  • residenziale e turistico-ricettiva;
  • produttiva e direzionale;
  • commerciale;
  • rurale.

Innanzitutto, il cambio di destinazione d'uso è uno degli elementi caratteristici e distintivi della ristrutturazione urbanistica rispetto agli altri interventi sull'esistente posto che non è previsto per la manutenzione straordinaria e nel restauro e risanamento conservativo è ammesso soltanto se compatibile con le caratteristiche dell'edificio.

La norma stabilisce che per la legge nazionale, costituisce mutamento rilevante della destinazione d’uso ogni forma di utilizzo dell’immobile o della singola unità immobiliare diversa da quella originale anche se non accompagnata dall’esecuzione di opere edilizie, purché tale da comportare l’assegnazione dell’immobile o dell’unità immobiliare considerate, una diversa categoria funzionale.

Il mutamento di destinazione d’uso può essere con opere o senza opere

E' mutamento strutturale di destinazione d’uso il primo caso e mutamento funzionale di destinazione d’uso il secondo caso.

Segue qualche esempio:

  1. il passaggio da destinazione residenziale a direzionale è mutamento di destinazione d’uso perché si passa da una categoria a una diversa;
  2. il passaggio dalla destinazione direzionale a quella produttiva oppure dalla turistica a residenziale non è mutamento di destinazione d’uso rilevante ai fini della legislazione edilizia.

Le 4 categorie di cui sopra sono quelle stabilite dalla legge nazionale, ma alcune regioni hanno già una regolamentazione normativa dei cambi d’uso con categorie diverse da quelle del decreto Sblocca Italia. Nella fattispecie, in alcune regioni la destinazione direzionale è autonoma rispetto alla destinazione produttiva, oppure la destinazione turistico-ricettiva non è  associata alla destinazione residenziale e quindi considerata a se stante.

Alcune regioni prevedono onerosi i mutamenti delle destinazioni d’uso anche in assenza di lavori edilizi, e solo nei casi in cui si verifica il passaggio dell’una o dell’altra delle categorie censite. Gli oneri sono commisurati dalla differenza tra gli oneri dovuti per la classe della nuova destinazione d’uso e quelli dovuti per la destinazione in atto con obbligo di versamento del conguaglio.

Letto 4189 volte Ultima modifica il Mercoledì, 10 Dicembre 2014 18:13
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